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Campo di concentramento di Auschwitz
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Il mwdwcampo di concentramento di Auschwitz (mweain tedesco mweqKonzentrationslager Auschwitz, abbreviato mwegKL Auschwitzcite-ref-12-1-0[1] o anche mwfwKZ Auschwitzcite-ref-02-2-0[2]) è stato un vasto complesso di oltre 40 mwhacampi di concentramento e mwhqdi sterminio situato nelle vicinanze della cittadina mwhgpolacca di mwhwOświęcim, in mwiatedesco chiamata "Auschwitz".cite-ref-treccani-it2-3-0[3]cite-ref-2-4-0[4]cite-ref-3-5-0[5] Nel complesso vi trovarono la morte 1,1 milioni di persone su 1,3 milioni di prigionieri totali, rendendolo il principale luogo di avvenimento della mwlqmwlgShoah, del mwlwmwmaPorrajmos, dello sterminio degli oppositori politici e di altre categorie considerate ostili o di razza inferiore dai nazisti, oltre che dell'mwmqOlocausto in generale.

Attivo tra il giugno mwmw1940 e il gennaio mwna1945, consisteva di 3 campi principalicite-ref-4-6-0[6]:

• mwowmwpaAuschwitz I, mwpqcampo di concentramento principale, operativo dal mwpg14 giugno 1940, contenente fra gli altri il mwpwblocco n.11 per le punizioni penali, il mwqablocco n.10 per gli mwqqesperimenti medici e l'ingresso con la scritta "mwqgArbeit macht frei";
• mwraAuschwitz II - Birkenau, l'immenso campo di sterminio situato presso l'attuale mwrgBrzezinka, operativo dall'mwrw8 ottobre 1941, dove avvennero le gassificazioni nelle 5 mwsacamere a gas allestite nel corso degli anni;
• mwsgAuschwitz III - Monowitz, il campo di lavoro usato da diverse aziende tedesche presso l'attuale mwtaMonowice, operativo dal mwtq31 ottobre 1942.

Oltre a questi, il complesso comprendeva 44 sottocampi costruiti durante l'mwtwoccupazione tedesca della Polonia in cui i deportati venivano sfruttati come manodopera nelle diverse industrie tedesche costruite nei dintorni.cite-ref-5-7-0[7]

Così come tutti gli altri campi nazisti, era gestito da un'apposita unità delle mwvqSS, le mwvgUnità testa di morto (mwvwSS-Totenkopfverbände), alle quali si aggiungevano le mwwaSS-Aufseherin (tra cui si distinsero le feroci mwwqMaria Mandl e mwwgIrma Grese). Diversi gruppi di ebrei e criminali comuni furono designati come funzionari del campo agli ordini delle SS, ricoprendo ruoli come quello di mwwwmwxaKapo o formando i mwxqSonderkommando, le "squadre speciali" incaricate di smaltire i corpi degli uccisi nelle camere a gas. Nel campo fu adottato un mwxwregolamento apposito in 14 regole e si sviluppò un apposito linguaggio, il mwyalagersprache. Erano in uso una mwyqvaluta di deposito creata all'uopo e un mwygcomplesso sistema di simboli per l'identificazione visiva dei prigionieri. Nell'autunno del 1943 l'intero complesso fu dotato anche di mwywbordelli per i detenuti per volontà di Himmler, che cercava di aumentarne così la produttivitàcite-ref-8[8]cite-ref-9[9].

La struttura subì varie trasformazioni: operativa nella sua parte iniziale dal giugno 1940 con l'arrivo dei primi prigionieri, nei primi due anni servì principalmente per la detenzione e l'eliminazione di polacchi e sovietici. Dal mwbq1942, dopo la definitiva delineazione del piano della "mwbgsoluzione finale della questione ebraica" fatta da Reinhard Heydrich con la collaborazione di Adolf Eichmann a seguito della mwbwconferenza di Wannsee del gennaio di quell'anno - si passò allo sterminio pianificato delle popolazioni considerate nemiche del Reich, con il primo "mwcatreno della morte" carico di ebrei arrivato al campo il mwcq26 marzo 1942cite-ref-10[10]cite-ref-11[11].

Dopo vari esperimenti e soluzioni, il mwew3 settembre 1941 vi fu adoperato per la prima volta lo mwfaZyklon B, un potente pesticida, per la gassificazione sistematica di centinaia di deportati; nei tre anni successivi il complesso ne ricevette una ventina di tonnellate, sotto forma di mwfqpellet che venivano buttati nelle camere a gas da fessure predisposte sul tetto delle stesse. Le operazioni di sterminio giunsero al culmine tra aprile e giugno 1944 con la mwfgdeportazione e l'uccisione di mezzo milione di ebrei ungheresi. Le operazioni di gassificazione furono condotte l'ultima volta il 30 ottobre 1944cite-ref-12[12]; subito dopo mwgwHimmler ordinò di fermarle tutte nel territorio del Reich per occultarne le prove, data la veloce avanzata alleata.cite-ref-13[13]

La documentazione diretta delle attività del campo include diverse raccolte fotografiche (lmwiq'mwigmwiwAuschwitz Album e le mwjafoto del Sonderkommando su tutte), mwjqtestimonianze oculari particolari, libri e saggi scritti da sopravvissuti (come mwjgPrimo Levi e il suo mwjwmwkaSe questo è un uomo) e altro ancora.

In previsione dell'arrivo delle mwkgtruppe sovietiche, nel gennaio 1945 i nazisti spostarono la maggior parte dei prigionieri del comprensorio di Auschwitz, con le mwkwmarce della morte, verso altri lager in Germania e Austria.cite-ref-6-14-0[14]cite-ref-7-15-0[15] Il campo fu liberato dai sovietici alle otto del mattino del mwna27 gennaio 1945cite-ref-theroadtoberlin2-16-0[16], giorno commemorato dal 2005 come mwoqGiorno della Memoria.cite-ref-8-17-0[17]cite-ref-18[18]

I responsabili dell'amministrazione subirono un mwqwapposito processo del 1947 e molti furono condannati a morte e impiccati nello stesso ormai ex-campo.

Nel 1947 il parlamento polacco lo trasformò in un memoriale-museocite-ref-9-19-0[19] (modificando poi anche il suo nome ufficialecite-ref-10-20-0[20]cite-ref-11-21-0[21]); nel 1979 il sito fu dichiarato mwuqpatrimonio dell'umanità dell'mwugUNESCO.cite-ref-12-1-1[1]

Contents

Furto
Vittime
Note
DVD

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Il complesso

Facevano parte del complesso tre campi principali e quarantacinque sottocampi. L'area di interesse del campo (mwywInteressengebiet), ampliata sempre più con espropri e demolizioni delle proprietà degli abitanti locali, a dicembre 1941 arrivò a ricoprire circa quaranta chilometri quadrati. All'interno di questa superficie avevano sede anche alcune aziende agricole modello, di coltivazione e di allevamento, volute personalmente da mwzaHitler, nelle quali i deportati venivano sfruttati come schiavi.

Auschwitz I

Era un mwzwKonzentrationslager (mw0acampo di concentramento). Operativo dal 14 giugno 1940, era centro amministrativo dell'intero complesso. Il numero di detenuti stabili fluttuò tra le mw0q15 000 e le oltre mw0g20 000 unità. Qui furono uccise nella camera a gas ricavata nell'obitorio del crematorio 1, o morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, di esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, criminali mw0wesperimenti medici, circa mw1a70 000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Nei sotterranei del mw1qblock 11, la prigione del campo, il 3 settembre 1941 dal vicecomandante del campo mw1wKarl Fritzsch fu sperimentato per la prima volta, per l'uccisione di 850 prigionieri, il gas mw2aZyklon B - veleno normalmente usato come antiparassitario, poi impiegato su vasta scala per il genocidio degli ebrei.

Auschwitz II (Birkenau)

Era il mw3aVernichtungslager (campo di sterminio). In questo immenso lager persero la vita oltre un milione e centomila persone, in stragrande maggioranza ebrei, sovietici di varie nazionalità, polacchi, mw3qrom e mw3gsinti, prigionieri di guerra, omosessuali, oppositori politici, mw3wtestimoni di Geova. All'arrivo i prigionieri subivano una procedura di selezione, e quelli considerati «inabili al lavoro» - soprattutto anziani, donne e bambini - venivano condotti direttamente alle camere a gas e assassinati subito.

Birkenau fu il più esteso lager del mondo. Arrivò a contare oltre mw4q100 000 prigionieri contemporaneamente detenuti. Era dotato di quattro grandi crematori, nonché di «roghi», fosse che ardevano ininterrottamente giorno e notte, usate per l'eccedenza delle vittime che non si riusciva a smaltire nonostante le pur notevoli capacità distruttive delle installazioni di sterminio. Gli internati, reclusi separatamente in settori maschili e femminili, venivano usati per il lavoro coatto o vi risiedevano temporaneamente in attesa di trasferimento. Il campo, situato nell'omonimo villaggio di mw4gBrzezinka (in tedesco mw4wBirkenau), distava circa tre chilometri da quello principale e fu operativo dall'8 ottobre 1941.

Auschwitz III (Monowitz)

Era lmw5w'mw6aArbeitslager (campo di lavoro). Sorgeva nei pressi del complesso industriale mw6qBuna Werke per la fabbricazione di mw6ggomma sintetica (di proprietà dell'azienda mw6wI.G. Farben) che però, nonostante l'impegno profuso, non entrò mai in produzione. Il campo, situato a circa tre chilometri da Auschwitz, fu operativo dal 31 ottobre 1942 e accolse fino a mw7a12 000 internati, tra cui mw7qPrimo Levi ed mw7gElie Wiesel.

Sottocampi

Di seguito sono elencati tutti i 47 sottocampi di concentramento che facevano parte del complesso di Auschwitz durante l'occupazione:cite-ref-22[22]cite-ref-link-bmj-23-0[23]

| Denominazione | Posizione | Attività | Numero di prigionieri | Apertura | Chiusura |
|---|---|---|---|---|---|
| Altdorf | Stara Wieś presso Pszczyna | Lavori forestali. Autorità: Ufficio forestale di Pleß | Circa 20 | 1 ottobre 1942 | 30 novembre 1943 |
| Althammer | Stara Kuźnia | Costruzione di una centrale termoelettrica (l'odierna centrale "Halemba") | 486 (17 gennaio 1945) | 15 settembre 1944 | gennaio 1945 |
| Babitz | Babice (Babitz) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 159 uomini (17 gennaio 1945) e circa 180 donne (estate 1944) | 1 marzo 1943 | 18 gennaio 1945 |
| Birkenau | Brzezinka (Birkenau) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 204 (17 gennaio 1945) | 1943 | gennaio 1945 |
| Bismarckhütte | Chorzów (Königshütte) | Lavoro nella "Bismarckhütte" nella produzione di armi e veicoli blindati. Azienda: Berghütte Königs- und Bismarckhütte AG | 192 (17 gennaio 1945) | 1 settembre 1944 | 27 gennaio 1945 |
| Blechhammer | Blachownia Śląska (Blechhammer) presso Koźle, distretto di Kędzierzyn-Koźle | Costruzione di impianti chimici. Azienda: Oberschlesische Hydrierwerke AG | 3.958 uomini (17 gennaio 1945) e 157 donne (30 dicembre 1944) | 1º aprile 1944 | 26 gennaio 1945 |
| Bobrek | Bobrek presso Oświęcim (Auschwitz) | Produzione di apparecchiature elettriche per aerei e sottomarini. Azienda: Siemens-Schuckertwerke AG | 213 uomini (17 gennaio 1945) e 38 donne (30 dicembre 1944) | aprile/maggio 1944 (assunzione di detenuti dal dicembre 1943) | 19 gennaio 1945 |
| Brünn | Brno (Brünn), all'epoca Protettorato di Boemia e Moravia | Lavori di costruzione dell'Accademia tecnica delle SS e della polizia. Datore di lavoro: SS-WVHA, Ufficio C, Direzione lavori Brno | 250 (ottobre 1943), 36 (17 gennaio 1945) | 1 ottobre 1943 | gennaio 1945 [ 24 ] /31 marzo 1945 [ 23 ] |
| Budy I [ 25 ] | Budy/Bór ( Brzeszcze ) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | Alcune centinaia di donne | aprile 1943 | autunno 1944 |
| Budy II [ 25 ] | Budy/Bór ( Brzeszcze ) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 313 | aprile 1942 | gennaio 1945 (con una pausa nell'autunno/inverno 1942/43) |
| Budy III [ 25 ] | Budy/Bór ( Brzeszcze ) bei Oświęcim (Auschwitz) | Lavori in una tenuta delle SS per l'irrigazione (scavo di fossati) e la pulizia delle vasche per i pesci | Circa 400 detenute della compagnia penale (estate 1942) | giugno 1942 | primavera 1943 |
| Charlottengrube | Rydułtowy | Lavoro nella miniera "Charlotte" per l'estrazione del carbone e l'ampliamento della miniera. Azienda: Reichswerke Hermann Göring | 833 (17 gennaio 1945) | 19 settembre 1944 | 31 gennaio 1945 |
| Chelmek | Chełmek | Lavoro in un calzaturificio (pulizia del deposito acqua). Azienda: Ota Schlesische Schuh-Werke (ex "Bata") | Circa 150 | 1 ottobre 1942 | 9 dicembre 1942 |
| Eintrachthütte | Świętochłowice (Schwientochlowitz) | Lavoro nella "Eintrachthütte" per la produzione di cannoni antiaerei. Aziende: OSMAG e Ost-Maschinenbau | 1297 (17 gennaio 1945) | maggio 1943 [ 26 ] /7 giugno 1943 [ 23 ] | 23 gennaio 1945 |
| Freudenthal | Bruntál (Freudenthal), nel Reichsgau Sudetenland | Lavorazione della frutta. Compagnia: Emmerich Machold | 301 donne (30 dicembre 1944) | 1944 | gennaio 1945 [ 26 ] /8 maggio 1945 [ 23 ] |
| Fürstengrube | Wesoła presso Mysłowice (Myslowitz) | Lavoro nella miniera "Fürstengrube" (estrazione del carbone e scavo di nuove miniere). Azienda: Fürstengrube GmbH | 1283 (17 gennaio 1945) | 2 settembre 1943 | 29 gennaio 1945 |
| Gliwice I | Gliwice | Miglioramento della flotta ferroviaria. Azienda: Reichsbahnausbesserungswerk Gleiwitz | 1336 (17 gennaio 1945) | marzo 1944 | 21 gennaio 1945 |
| Gliwice II | Gliwice | Produzione di nerofumo (donne); riparazione, manutenzione di macchinari e ampliamento delle fabbriche (uomini). Azienda: Deutsche Gasrußwerke GmbH | 740 uomini (17 gennaio 1945) e 371 donne (30 dicembre 1944) | 3 maggio 1944 | 22 gennaio 1945 |
| Gliwice III | Gliwice | Riparazione dei padiglioni della Gleiwitzer Hütte, produzione di armi, munizioni e ruote ferroviarie. Azienda: Zieliewski – Maschinen- und Waggonbau GmbH, Cracovia | 609 (17 gennaio 1945) | luglio 1944 | 21 gennaio 1945 |
| Gliwice IV | Gliwice | Ampliamento della caserma, riparazione e riconversione di veicoli militari | 444 (17 gennaio 1945) | giugno 1944 | 21 gennaio 1945 |
| Golleschau | Goleszów | Lavoro in un cementificio delle SS. Azienda: Ostdeutsche Baustoffwerke GmbH – Golleschauer Portland Zement AG | 1008 (17 gennaio 1945) | 15 luglio 1942 | 21 gennaio 1945 |
| Günthergrube | Lędziny | Estrazione del carbone nella miniera "Piast" e scavo della miniera "Günther". Azienda: Fürstlich-Plessische Bergwerks AG | 586 (17 gennaio 1945) | 1 febbraio 1944 | 19 gennaio 1945 |
| Harmense I [ 27 ] | Harmęże presso Oświęcim (Auschwitz) | Allevamento di pollame, conigli e piscicoltura in un'azienda delle SS | Circa 70 uomini | 8. Dezember 1941 | 18 gennaio 1945 |
| Harmense II [ 27 ] | Harmęże presso Oświęcim (Auschwitz) | Allevamento di pollame e conigli in un'azienda delle SS | Circa 50 donne | giugno 1942 | 18 gennaio 1945 |
| Hindenburg | Zabrze | Lavoro nella "Donnersmarckhütte" per la produzione di armi e munizioni. Azienda: United Oberschlesische Hüttenwerke AG | 50 uomini (17 gennaio 1945) e 470 donne (30 dicembre 1944) | 1º agosto 1944 | 19 gennaio 1945 |
| Hubertushütte | Łagiewniki (Hohenlinde) | Lavoro nella "Hubertushütte". Azienda: Berghütte Königs- und Bismarckhütte AG | 202 (17 gennaio 1945) | 20 dicembre 1944 | 19 gennaio 1945 |
| Janinagrube | Libiąż | Estrazione del carbone nella miniera "Janina". Azienda: Fürstengrube GmbH | 853 (17 gennaio 1945) | 4 settembre 1943 | 18 gennaio 1945 |
| Jawischowitz | Jawiszowice presso Brzeszcze | Lavoro nella miniera "Brzeszcze-Jawischowitz" nell'estrazione del carbone e nei lavori di costruzione fuori terra. Azienda: Reichswerke Hermann Göring | 1988 (17 gennaio 1945) | 15 agosto 1942 | 19 gennaio 1945 |
| Kobier | Kobiór | Lavori forestali. Pertinenza: Ufficio forestale di Pleß | 158 (25 aprile 1943) | 1 ottobre 1942 | 30 settembre 1943 |
| Lagischa | Łagisza | Costruzione della centrale termoelettrica "Walter". Azienda: Energie-Versorgung Oberschlesien AG | Circa 1000 | 15 giugno 1943 [ 23 ] /settembre 1943 [ 28 ] | 6 settembre 1944 |
| Laurahütte | Siemianowice | Lavoro nella "Laurahütte" nella produzione di cannoni antiaerei. Azienda: Berghütte Königs- und Bismarckhütte AG | 937 (17 gennaio 1945) | 1º aprile 1944 | 24 gennaio 1945 |
| Lichtewerden | Světlá , nel Reichsgau Sudetenland | Lavoro in una fabbrica di filati. Azienda: GA Buhl e figlio | 300 donne (30 dicembre 1944) | 11 novembre 1944 | gennaio 1945 [ 28 ] /6 maggio 1945 [ 23 ] |
| Monowitz | Monowice (Monowitz) presso Oświęcim (Auschwitz) | Costruzione di un impianto chimico. Azienda: IG Farbenindustrie AG | 10223 (17 gennaio 1945) | 31 maggio 1942 [ 23 ] /ottobre 1942 [ 29 ] (impiego da marzo/aprile 1941) | 27 gennaio 1945 |
| Neu-Dachs | Jaworzno | Lavori nelle miniere di carbon fossile a Jaworzno e costruzione della centrale elettrica "Wilhelm". Azienda: Energy Supply Oberschlesien AG | 3664 (17 gennaio 1945) | 15 giugno 1943 | 19 gennaio 1945 |
| Neustadt | Prudnik | Lavoro in una fabbrica tessile. Azienda: Schlesische Feinweberei AG | 399 donne (30 dicembre 1944) | 26 settembre 1944 | 19 gennaio 1945 |
| Plawy | Pławy presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 138 uomini (17 gennaio 1945) e circa 200 donne (gennaio 1945) | 20 dicembre 1944 (uomini), 3 gennaio 1945 (donne) | 18 gennaio 1945 |
| Radostowitz | Radostowice presso Pszczyna (Pleß) | Lavori forestali. Pertinenza: Ufficio forestale di Pleß | Circa 20 | 1942 | 1943 (con una pausa nell'inverno 1942/1943) |
| Raisko | Rajsko presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS (orticoltura, piantagione sperimentale di Kok-Saghys) | Circa 300 donne (1944) [ 30 ] | giugno 1943 | gennaio 1945 |
| Sonderkommando Kattowitz | Katowice | Costruzione di rifugi antiaerei e caserme per la Gestapo | 10 | 20 gennaio 1944 | 31 gennaio 1945 |
| Sosnitza | Sośnica (Sosnitza, Gleiwitz-Oehringen) | Demolizione degli edifici di un campo di prigionia | Circa 30 | luglio 1940 | agosto 1940 |
| Sosnowiec I | Sosnowiec | Ristrutturazione di un edificio per uso uffici in Marktstr.12 (ulica Targowa 12) | 100 | 31 agosto 1943 | 17 gennaio 1945 |
| Sosnowiec II | Sosnowiec | Lavoro in una ferriera, fusione di tubi per cannoni antiaerei e fabbricazione granate. Azienda: Berghütte Ost-Maschinenbau GmbH | 863 (17 gennaio 1945) | maggio 1944 | 17 gennaio 1945 |
| 2. SS-Bauzug in Karlsruhe | Carlsruhe in Oberschlesien | Rimozione dei detriti e riparazione dei binari ferroviari. Autorità: Ufficio C della SS-WVHA | Circa 500 | settembre 1944 | ottobre 1944 [ 31 ] |
| SS-Hütte Porombka | Międzybrodzie | Costruzione e fornitura di una casa per vacanze delle SS ( Solahütte ) | Alcune dozzine di uomini durante la costruzione, alcune donne nel periodo di attività [ 32 ] | autunno (ottobre/novembre) 1940 | gennaio 1945 |
| Trzebinia | Trzebinia | Ampliamento di una raffineria. Azienda: Petroleum Raffinerie GmbH | 641 (17 gennaio 1945) | 1 luglio 1944 [ 23 ] / agosto 1944 [ 33 ] | 31 gennaio 1945 |
| Tschechowitz I (Bombensuchkommando) | Czechowice-Dziedzice | Rimozione degli ordigni inesplosi nella raffineria e nel sito adiacente. Azienda: Compagnia petrolifera Vacuum | Circa 100 | agosto 1944 | settembre 1944 |
| Tschechowitz II (Vacuum) | Czechowice-Dziedzice | Eliminazione dei detriti, manutenzione della raffineria. Azienda: Compagnia petrolifera Vacuum | 561 (17 gennaio 1945) | settembre 1944 | gennaio 1945 |

Le funzioni

La funzione di Auschwitz

Auschwitz, che fu centro amministrativo dell'intero complesso, fu fondato il 20 maggio 1940, convertendo vecchie caserme dell'esercito polacco in un campo di concentramento e di lavoro. 728 prigionieri politici polacchi provenienti da mwaykTarnów furono i primi deportati ad Auschwitz il 14 giugno 1940; lavorarono come manovali al riadattamento delle caserme, danneggiate dai bombardamenti, e alla costruzione delle recinzioni perimetrali.

Inizialmente venivano internati gli intellettuali e membri della mwaysresistenza polacca; più tardi vi si aggiunsero prigionieri di guerra sovietici, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed "elementi asociali" come mendicanti, mwaywprostitute, mway0omosessuali, testimoni di Geova, nonché mway4ebrei. Normalmente vi erano rinchiuse dalle mway813 000 alle mwaza16 000 persone, ma nel 1942 si raggiunsero mwaze20 000 detenuti.

Sopra il cancello d'ingresso si trovava la cinica scritta mwazmmwazqArbeit macht frei ("Il lavoro rende liberi"), ideata, a quanto pare, dallmwazu'mwazymwazcSS-Sturmbannführer mwazgRudolf Höss, primo comandante responsabile del campo. Sembra anche che il fabbro che costruì la scritta, un dissidente politico polacco di nome Jan Liwackz, matricola 1010, avesse saldato la lettera "B" al contrario (sottosopra) in segno di protesta, conscio di quale sarebbe stata la vera funzione di Auschwitz; questo gesto gli sarebbe potuto costare la vita. Si dice che quando il campo fu liberato dall'Armata Rossa, Liwackz chiese di riavere l'insegna, perché "gli apparteneva" in quanto realizzata da lui; cosa che non avvenne, dato che la scritta apparteneva ormai alla storia. I prigionieri che uscivano dal campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto questo cancello, accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da un'orchestra di deportate appositamente costituita, mwazkMädchenorchester von Auschwitz (letteralmente "mwazoOrchestra delle ragazze di Auschwitz"). Contrariamente a quanto rappresentato in alcuni film, la maggior parte degli ebrei non era detenuta ad Auschwitz e quindi non passava per questo cancello.

Le mwazwSS designarono alcuni prigionieri, spesso criminali comuni di origine tedesca o mwaz0ariana (e quindi appartenenti alla "mwaz4razza superiore"), come supervisori per gli altri detenuti. Tali supervisori, chiamati mwaz8Kapo, nella maggior parte dei casi si macchiarono di orrendi crimini, abusando del proprio potere e divenendo così complici dei carnefici.

Gli internati vivevano in baracche chiamate mwa0eblock dotate di mwa0iletti a castello a tre piani di tipo militare; il sovraffollamento delle baracche, spesso utilizzate al doppio della capienza, costringeva i prigionieri a dividere un pagliericcio in due o più, favorendo la trasmissione di parassiti e germi, che aumentavano le già elevate possibilità di infezioni e malattie.

Nella scala sociale del campo gli ebrei erano all'ultimo posto e ricevevano il peggior trattamento. Tutti gli internati avevano l'obbligo di lavorare (quelli inabili al lavoro venivano uccisi appena arrivati nel campo); gli orari variavano a seconda delle stagioni e si assestavano su una media di dieci o undici ore di lavoro giornaliero. Una domenica ogni due, tranne per chi lavorava presso aziende belliche che funzionavano a ciclo continuo, era considerata festiva e veniva dedicata alla pulizia e manutenzione del campo e all'igiene personale. Le condizioni di lavoro disumane, le razioni scarse e l'igiene pressoché inesistente portavano rapidamente i detenuti alla morte.

La funzione di Birkenau

Il complesso di Birkenau, divenuto operativo il 7 ottobre 1941, era stato concepito da mwa1iHimmler nel marzo 1941 inizialmente per i prigionieri di guerra sovietici catturati in gran numero durante le prime fasi dell'mwa1minvasione tedesca. Birkenau fu il principale campo di sterminio del complesso concentrazionario di Auschwitz. Qui, in diversi sotto-campi, furono imprigionate centinaia di migliaia di deportati e trovarono la morte circa 1,1 milioni di persone. Degli oltre mwa1q13 000 sovietici giunti con i primi convogli solo 92 erano ancora vivi il 27 gennaio 1945, giorno della liberazione del campo.

Il campo fu installato presso la cittadina a mwa1yBrzezinka (dal polacco mwa1cbrzoza - betulla; in tedesco Birkenau), a circa mwa1g3 km dal campo Auschwitz. Il luogo fu scelto per la vicinanza della ferrovia, che avrebbe semplificato le operazioni logistiche per grandi deportazioni successive previste già allora. Successivamente il campo divenne strumento principale di sterminio nel contesto della tristemente famosa mwa1ksoluzione finale della questione ebraica. (Il libro mwa1omwa1sMein Kampf, pubblicato da Hitler nel 1925 e considerato una sorta di manifesto dell'mwa1wideologia nazista, oltre a propugnare l'espansione territoriale del Reich tedesco verso est, una visione politica primitiva e brutale, un regime totalitario di tipo mwa10fascista e ispirato al culto della razza, esprimeva anche una forma di antisemitismo radicale, ma non prefigurava lo sterminio degli ebrei).

Per costruire il lager, furono espropriate e distrutte le abitazioni del villaggio di Brzezinka; il materiale ricavato fu adoperato nei lavori.

Le dimensioni di Birkenau erano immense: circa mwa2a2,5 km per mwa2e2 km. Era circondato da filo spinato elettrificato, ed ogni giorno moltissimi prigionieri, stremati dalle impossibili condizioni di vita, a volte peggiori di quelle di Auschwitz e di Monowitz, andavano a gettarsi sul reticolato ad alta tensione per porre fine alle loro sofferenze; era la morte "svelta e dolce"cite-ref-34[34], nel gergo del campo si diceva «andare al filo».

Il campo arrivò a contenere fino a mwa2w100 000 persone internate in diversi settori, completamente separati tra loro e senza alcuna possibilità di comunicazione tra uno e l'altro:

• mwa28Settore B-I-a, campo femminile. A partire da agosto 1942 vi venivano internate donne ebree e non ebree deportate insieme ai figli da diverse nazioni. Nel luglio 1943, con l'arrivo di sempre più trasporti, il campo fu ampliato fino ad incorporare il settore B-I-b, precedentemente occupato dal campo maschile. Nel novembre 1944 il campo fu liquidato, alcune donne e bambini furono trasferiti al settore B-II-e, le altre, "abili al lavoro", al settore B-II-b.
• mwa3eSettore B-I-b. A partire da marzo 1942 conteneva uomini ebrei e non ebrei deportati da diverse nazioni. Nel luglio 1943 gli uomini furono trasferiti al settore B-II-d a causa della necessità di ampliare il settore femminile contiguo B-I-a.
• mwa3mSettore B-II-a, campo di quarantena (mwa3qQuarantänelager). Dall'agosto 1943 al novembre 1944 uomini ebrei e non ebrei vi trascorrevano il periodo di quarantena, per identificare coloro che avrebbero potuto essere affetti da malattie contagiose. Era inoltre utilizzato dalle autorità per "iniziare" gli internati alla dura vita del campo, terrorizzandoli, e abituarli all'obbedienza indiscussa ad ogni ordine impartito. A partire dall'aprile 1944 in alcune baracche venivano tenuti segregati uomini e donne ammalati trasferiti da altri settori.
• mwa3ySettore B-II-b, campo per famiglie di Theresienstadt (mwa3cFamilienlager Theresienstadt). Fu occupato da famiglie ebree provenienti dal mwa3gcampo di concentramento di Theresienstadt da settembre 1943 a luglio 1944, quando il campo per famiglie fu "liquidato" e i suoi occupanti furono sterminati (solo un numero esiguo di prigionieri fu selezionato per il lavoro coatto e trasferito altrove).cite-ref-35[35] Successivamente il settore accolse donne polacche provenienti dai rastrellamenti seguiti all'mwa30insurrezione di Varsavia, nonché, nel novembre 1944, le poche scampate alla liquidazione del settore B-I-a.
• mwa38Settore B-II-c, campo di transito (mwa4aDurchgangslager). Dal maggio al novembre 1944 in questo settore trovarono temporanea collocazione le donne ebree provenienti dall'Ungheria in previsione di essere inviate a lavorare presso altri settori di Auschwitz o altri campi. Non venivano registrate ufficialmente, dato che dovevano essere mandate al lavoro oppure, in molti casi, alla morte senza lasciare traccia. Ad ottobre 1944 arrivarono anche poche donne sopravvissute alla liquidazione del settore B-III (mwa4eMexico).
• mwa4mSettore B-II-d, campo maschile (mwa4qMännerlager). Dal novembre 1943 al gennaio 1945 fu il principale campo maschile (per ebrei e non ebrei) di Birkenau.
• mwa4ySettore B-II-e, campo per famiglie zingare (mwa4cFamilienzigeunerlager). Dal febbraio 1943 all'agosto 1944 fu il campo di internamento per le famiglie mwa4gzingare deportate, dove le continue epidemie e le condizioni alimentari e igieniche al di sotto di ogni stardard compirono una terribile falcidia; i pochi superstiti furono mandati nelle camere a gas nell'agosto 1944. A partire dal maggio 1944 alcuni uomini ebrei furono rinchiusi in baracche isolate del settore, come riserva di manodopera, similmente alle donne del B-II-c.
• mwa4oSettore B-II-f, ospedale (mwa4sHäftlingskrankenbau), chiamato dai deportati, ad esempio Primo Levi, anche mwa4wKa-Be. Dal luglio 1943 al gennaio 1945 fu l'ospedale per i prigionieri maschi, spesso chiamato "anticamera del crematorio", dato l'elevatissimo numero di ammalati che morivano per le selezioni periodiche e assenza di cure. Il personale medico delle mwa48SS effettuava anche mwa5a"esperimenti medici" su cavie umane.
• mwa5iSettore B-II-g, deposito (mwa5mEffektenlager) o mwa5qmwa5uKanada. Operativo dal dicembre 1943, era destinato allo stoccaggio e al successivo invio in Germania dei beni di proprietà dei deportati. Nel gennaio 1945, mentre stavano abbandonando il campo, le mwa5ySS cercarono di nascondere le tracce dei loro crimini, bruciando le baracche del mwa5cKanada.
• mwa5kSettore B-III, campo di transito (mwa5oDurchgangslager) o mwa5sMexico. La costruzione si protrasse dalla fine del 1943 fino all'aprile 1944, ma non fu mai completata. Almeno mwa5w10 000 internate ebree furono rinchiuse nel campo incompiuto dal giugno al novembre 1944, spesso senza neppure un ricovero, in terribili condizioni. Molte furono mandate nelle camere a gas, altre trasferite nel settore B-II-c (ottobre 1944) o presso altri campi. Nel novembre 1944 la direzione decise di smantellare il settore; i materiali recuperati furono inviati al mwa50campo di concentramento di Gross-Rosen.

Lo scopo primario della struttura era l'eliminazione di massa: vi si trovavano quattro camere a gas con annessi crematori. L'eliminazione ebbe inizio nella mwa58primavera del 1942.

La funzione di Monowitz

Il campo di Monowitz nacque a circa sette chilometri a est dal campo principale di Auschwitz al fine di collocarvi la manodopera a basso costo per l'impianto chimico mwa6mBuna Werke, allora in costruzione, evitando lunghe marce tra il campo principale e il sito e aumentando così la produttività. mwa6qBuna Werke, di proprietà della mwa6uIG Farben, era destinato alla produzione su vasta scala di mwa6ygomma sintetica (mwa6cBuna, da cui il nome del complesso), benzina sintetica e altri sottoprodotti del mwa6gcarbone. Nonostante i grandi sforzi compiuti, che causarono la morte di circa mwa6k25 000 lavoratori schiavi su un totale di mwa6o35 000, l'impianto non arrivò mai a produrre. Era la più grande fabbrica chimica dell'epoca.

mwa6wmwa60Se questo è un uomo di mwa64Primo Levi, deportato italiano di origine mwa68ebraica, descrive la tragica situazione degli internati a Monowitz. La salvezza di Levi si deve probabilmente alla sua laurea in chimica, che gli permise di essere assunto in qualità di "specialista" all'interno del complesso e poter così allieviare ogni tanto le terribili condizioni (acuite dal freddo mwa7ainverno polacco) delle normali squadre di lavoro.

La funzione dei sottocampi

I sottocampi erano situati nelle vicinanze dei tre campi principali. Avevano lo scopo di far lavorare i prigionieri in allevamento, agricoltura e costruzione di fattorie.

Lo sviluppo e la funzione del complesso

Lo sviluppo del complesso

Sin dagli mwa7oanni trenta i piani nazisti prevedevano la deportazione e lo sterminio del 90% dei polacchi. Una volta eliminati gli ebrei, i campi della morte della Polonia sarebbero stati usati contro i polacchi stessicite-ref-36[36]. La mwa78Polonia avrebbe dovuto essere smembrata, depredata di tutti i territori e di tutte le risorse nazionali e una piccola percentuale di popolazione sopravvissuta ridotta in schiavitù al servizio dei coloni tedeschi, in aree da ripopolare con individui di mwa8arazza germanica; il numero dei polacchi da lasciare in vita, necessario per la colonizzazione, era stimato in due-tre milioni. Ogni famiglia tedesca avrebbe avuto i propri schiavi slavi di cui disporre a piacimentocite-ref-37[37].

In questo contesto, già durante l'mwa8yinvasione della Polonia, avvenuta il 1º settembre 1939, le truppe tedesche venivano seguite da speciali mwa8cmwa8gEinsatzkommandos che avevano il compito di sterminare gli ebrei e le personalità politiche e culturali polacche. Presto tutte le prigioni polacche furono piene e si ebbe la necessità di trovare nuove aree di internamento per i numerosi prigionieri che venivano catturati durante i rastrellamenti.

Durante le prime fasi dell'invasione nazista i soldati eseguivano numerose fucilazioni di massa dei "nemici del popolo tedesco": ebrei, zingari, oppositori politici. Ci furono numerosi casi di diserzione e suicidi nelle file dell'esercito tedesco, poiché i militari faticavano ad accettare ordini che comportavano la fucilazione di vecchi, donne e bambini. La scelta di aprire campi di sterminio veniva incontro anche all'esigenza di evitare il lavoro "sporco" ai semplici soldati di leva. I campi di sterminio assolvevano tre necessità:

• segretezza delle operazioni;
• efficienza nello sterminio, effettuato su scala industriale;
• indipendenza dall'esercito, in quanto svolto da corpi speciali.

Nel dicembre 1939 il comandante della mwa88polizia di sicurezza (Sipo) e dell'SD di mwa9eBreslavia mwa9imwa9mSS-Oberführer mwa9qArpad Wigand, in collaborazione con l'ufficio dell'alto comando delle mwa9uSS e della polizia del Sud-Est (mwa9ymwa9cSS-Gruppenführer mwa9gErich von dem Bach-Zelewski), mise allo studio la possibilità di costruire un nuovo campo di concentramento nella zona di mwa9kOświęcim (Auschwitz).

Il luogo fu scelto per la presenza alla confluenza dei fiumi mwa9sVistola e mwa9wSoła di una caserma di mwa90artiglieria polacca caduta nelle mani della mwa94mwa98Wehrmacht, situata fuori dalla città, quindi facile da isolare dal mondo esterno. La posizione offriva inoltre comodi collegamenti ferroviari con la mwa-aSlesia, il mwa-eGovernatorato Generale, la mwa-iCecoslovacchia e l'mwa-mAustria, che avrebbero semplificato la deportazione degli elementi "ostili", "asociali" e degli ebrei.

Tra gennaio e aprile 1940 furono vagliate diverse ipotesi alternative per l'ubicazione del campo, con l'intervento dello stesso comandante delle mwa-uSS mwa-yHeinrich Himmler, desideroso di risolvere quanto prima i problemi della creazione di un nuovo complesso (ad esempio, a febbraio l'esercito ebbe qualche difficoltà con la consegna della caserma).

L'8 aprile 1940 il generale Halm stipulò con le mwa-gSS un contratto per la realizzazione della struttura. Il 18-19 aprile 1940 mwa-kRudolf Höß, già aiutante presso il mwa-ocampo di concentramento di Sachsenhausen, fece un ultimo sopralluogo. Prima di visitare il campo, Höß si incontrò con Wingand a Bratislava e fu aggiornato circa i dettagli del progetto: creare un campo di quarantena per prigionieri polacchi destinati alla successiva deportazione in altri campi all'interno del mwa-smwa-wTerzo Reich.

Il 27 aprile 1940, in seguito al rapporto di Höß, Himmler ordinò all'ispettore dei campi di concentramento mwa-4SS-Oberführer mwa-8Richard Glücks di costruire quello che sarebbe diventato Auschwitz, ricorrendo alla manodopera di detenuti già internati in altri campi. Il 29 aprile Glücks nominò Höß comandante provvisorio del nuovo campo (la nomina definitiva è del 4 maggio 1940). Höß raggiunse il sito il 30 aprile, scortato da cinque uomini delle SS. Per i lavori di sistemazione dell'area furono immediatamente impiegati alcuni civili polacchi e circa trecento ebrei, forniti dal locale consiglio ebraico (mwa-amwa-eJudenrat).

Il 20 maggio 1940 arrivarono i primi trenta prigionieri, provenienti dal campo di concentramento di Sachsenhausen, per la maggior parte criminali comuni selezionati per la loro crudeltà e ottusa obbedienza a ogni ordine, destinati a diventare il primo nucleo di mwa-mmwa-qKapò e "prominenti", e ad aiutare le SS nel successivo "lavoro" di controllo della massa dei deportati.

Il 10 giugno 1940, prima ancora che i primi deportati giungessero al campo, furono ordinati progetti per un primo crematorio dotato di tre forni, ciascuno a doppia muffola, prodotti dalla mwa-ymwa-cJ.A. Topf und Söhne di mwa-gErfurt; i progetti furono rapidamente approvati e la costruzione fu ultimata entro il 23 settembre dello stesso anno, data della prima cremazione di prova conosciuta.

Il 14 giugno 1940, seppur ancora in fase di costruzione e ampliamento, il campo di Auschwitz ricevette il primo convoglio di 728 deportati, accolti dal primo direttore del campo mwa-omwa-sSS-Hauptsturmführer mwa-wKarl Fritzsch con le parolecite-ref-38[38]:

«Voi non siete venuti in un sanatorio, ma in un lager tedesco. Qui esiste solo l'entrata e non c'è altra via d'uscita che il camino del forno crematorio. Se a qualcuno questo non piace, può andare subito a buttarsi sul filo spinato ad alta tensione. Siete venuti qui per morire: gli ebrei non hanno diritto a sopravvivere più di due settimane, i preti un mese e gli altri tre mesi.»

La funzione del complesso

«Una volta mi avevano dato del sapone, una tavoletta grezza, rettangolare, con sopra impresse le iniziali RJF. Allora non sapevo cosa significassero quelle lettere, ma nel giorno dello Yom Kippur qualcuno me lo rivelò. Nel giorno in cui si prega e Dio perdona il suo popolo ed è vicino a lui in spirito di amore e conciliazione, quel giorno imparai il significato di RJF.

Rein Juden Fett

, puro grasso ebreo. Ci avevano dato la possibilità di pulirci con i cadaveri dei nostri fratelli ebrei.»

(Millie Werbercite-ref-39[39])

La sigla RIF (e non RJF) in realtà stava per mwba4Reichsstelle für Industrielle Fettversorgung, ovvero "Centro nazionale per approvvigionamento grassi industriali". Si trattava di un surrogato di sapone di scarsa qualità, che non conteneva grassi né umani né di altra provenienzacite-ref-treccani-it-40-0[40]. La produzione di sapone con grasso umano in alcuni campi è effettivamente avvenuta, ma solo in casi isolati in via sperimentale e mai su grande scalacite-ref-41[41].

Auschwitz fu inizialmente fondato come campo di concentramento e di smistamento dei prigionieri di origine polacca e non specificamente per lo sterminio del popolo ebraico. Infatti, nonostante il violento mwbbgantisemitismo proprio della dittatura nazionalsocialista, all'epoca Hitler e i gerarchi del Reich non avevano ancora trovato quella che, eufemisticamente, denominarono in seguito la "soluzione finale del problema ebraico".

Tale "soluzione" sarebbe stata decisa da Hitler tra l'ottobre e il dicembre 1941cite-ref-42[42] e pianificata nel corso della mwbb4conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, durante la quale si decise lo sterminio scientifico del popolo ebraico (e di altre minoranze) e che a metà del 1942 diede avvio alla fase più brutale dell'Olocausto, quella del genocidio. Per quella data ad Auschwitz era stato reso pienamente operativo ed efficiente il grande complesso di sterminio di Birkenaucite-ref-43[43].

La vita nel campo

Il trasporto e l'arrivo al campo

La lingua dei lager

Si riportano qui sotto alcuni termini tipici della lingua dei lager ricorrenti anche nel campo di Auschwitzcite-ref-44[44]cite-ref-45[45].

Block: blocco, è la baracca che riunisce le camerate dove alloggiano gli internati, in condizioni di sovraffollamento, costretti a dormire almeno in due per ogni pagliericcio disponibile;
Blocksperre: chiusura del blocco, è un ordine che impone a tutti i prigionieri di rientrare nelle baracche. Quest'ordine è impartito anche in vista di una "selezione", per evitare che gli internati vi si sottraggano;
Häftling: prigioniero, è l'espressione spesso utilizzata in associazione con il numero di matricola tatuato sull'avambraccio sinistro, per identificare uno specifico prigioniero, ad esempio Häftling 174.517;
Ka-Be: è l'acronimo di Krankenbau, l'infermeria del campo;
Kapo: è un prigioniero investito dalle SS di una carica di comando e di sorveglianza sui deportati;
Kommando: squadra di lavoro;
Muselmann: musulmano, è un prigioniero sfinito dal lavoro e dalla fame, senza più alcuna volontà di sopravvivenza, destinato alla selezione. L'origine del termine deriva dal fatto che questi individui, stremati e senza neanche più la forza di reggersi in posizione eretta, dondolano sulle gambe in un modo che può ricordare la preghiera islamica;
Prominent: prominente, è il prigioniero che gode di una condizione privilegiata rispetto agli altri internati;
Selektion: selezione, è la scelta tra gli abili al lavoro e quelli che sono da inviare immediatamente alle camere a gas, effettuata dal personale medico SS sia all'arrivo dei convogli di deportati sia in modo regolare sui prigionieri indeboliti dalla fame e dal lavoro;
Sonderkommando: squadra speciale, è composta da prigionieri segregati, che lavorava presso i forni crematori e aveva l'obbligo di collaborare alle operazioni di smaltimento dei cadaveri.

I convogli di deportati (mwbc42 000 – mwbc82 500 prigionieri per treno), spesso chiamati mwbdatrasporti, composti da vagoni merci contenenti da 80 a 120 persone costrette a inimmaginabili condizioni di vita e igieniche, che spesso viaggiavano per 10-15 giorni per raggiungere la loro ultima meta, venivano organizzati da uno speciale dipartimento dell'mwbdeRSHA (mwbdiUfficio centrale per la sicurezza del Reich): lmwbdm'mwbdqmwbduAmt IV B 4 comandato da mwbdyAdolf Eichmann. Eichmann e i suoi collaboratori in qualità di esperti di "problemi ebraici" gestirono l'intera parte logistica dello sterminio, indirizzando i convogli in diversi centri in base alla capacità "ricettiva" di essi; il grande complesso di Auschwitz ricoprì sempre un ruolo fondamentale nel processo di "soluzione finale". Le azioni di sterminio (chiamate mwbdcAktion), della durata di 4-6 settimane, si susseguirono per tutta la durata del conflitto coinvolgendo successivamente diversi gruppi provenienti dalle nazioni sotto il controllo tedesco.

Dal 14 giugno 1940 (data del primo arrivo dei deportati) al 1942 (quando fu messa in funzione la mwbdkJudenrampe) i treni sostavano sui binari nei pressi del campo principale di Auschwitz – i grandi impianti di sterminio di Birkenau non erano ancora stati costruiti. Questo avvenne anche in seguito, soprattutto nel caso di rastrellati polacchi (non ebrei) da internare nel campo principale. A volte si "scaricava" nella stazione della cittadina di mwbdoOświęcim a causa dell'eccessivo numero di convogli in arrivo.

Dal 1942 fino al maggio 1944 i treni arrivavano a una piccola banchina ferroviaria, universalmente nota come mwbdwla rampa degli ebrei (in tedesco mwbd0Judenrampe), situata a circa ottocento metri all'esterno del campo di Auschwitz, nei pressi dello scalo merci della stazione di mwbd4Oświęcim. La maggior parte dei convogli di deportati italiani ebbe come ultima fermata proprio la mwbd8Judenrampe, compreso il treno che trasportava mwbeaPrimo Levi, che ha vividamente descritto la scena del suo arrivo notturno come «una vasta banchina illuminata dai riflettori» in mwbeemwbeiSe questo è un uomo. mwbemDopo la guerra la mwbeqJudenrampe, luogo di arrivo e selezione di almeno mwbeu800 000 deportati da tutta Europa, mwbeynon fu inclusa nell'area divenuta museo del campo e scomparve quasi completamente. Solo nel mwbec2005 è stata in parte recuperata e inserita nei percorsi di visita al campo di Auschwitz.

Nel maggio 1944, per semplificare le operazioni di sterminio dei numerosi convogli provenienti dall'mwbekUngheria, la linea ferroviaria fu prolungata all'interno del campo di Birkenau fino a una nuova banchina a tre binari chiamata mwbeoBahnrampe. La mwbesBahnrampe, resa famosa dalle evocative scene del capolavoro mwbewmwbe0Schindler's List di mwbe4Steven Spielberg, fu utilizzata fino al novembre 1944 quando, per ordine del comandante delle mwbe8SS mwbfaHeinrich Himmler, con l'avvicinarsi delle truppe sovietiche le operazioni di sterminio furono sospese e si procedette alla liquidazione del campo.

La selezione dei prigionieri

Appena arrivati a destinazione, i treni venivano rapidamente scaricati del loro carico umano e avveniva la selezione tra gli abili al lavoro e quelli da mandare direttamente alla morte. Le procedure della selezione sono descritte in molti mwbfglibri di memorie dai sopravvissuti e nelle testimonianze fornite ai processi da membri delle stesse SS. Ne esiste anche una dettagliata documentazione fotografica nel cosiddetto mwbfkAuschwitz Album, una serie di circa duecento foto scattate a maggio-giugno del 1944 dai militari delle mwbfoSS, probabilmente per ordine delle autorità di comando tedesche desiderose di vedere quanto avveniva nel campo.cite-ref-46[46]

L'area veniva circondata da uomini armati delle mwbgaSS e da internati che accostavano rampe in legno alle porte dei vagoni per semplificare e velocizzare la discesa. Gli stessi internati – che avevano l'assoluto divieto, pena la morte, di parlare con i nuovi arrivati per evitare il panico negli stessi – scaricavano i bagagli che venivano portati presso il settore mwbgeKanada di mwbgiBirkenau dove si effettuava la cernita e l'imballaggio dei beni per il successivo invio in mwbgmGermania.

Gli uomini venivano separati dalle donne e dai bambini formando due distinte file. A questo punto il personale medico delle mwbguSS decideva chi era abile al lavoro. Mediamente solo il 25% aveva possibilità di sopravvivere. Il restante 75% (donne, bambini, anziani, madri con figli) veniva indirizzato direttamente alle camere a gas. Le percentuali abili/gasati fluttuarono nel corso del conflitto a seconda delle esigenze dell'industria bellica tedesca diretta da mwbgyAlbert Speer. Vi furono interi treni inviati direttamente alle camere a gas senza nessuna selezione a causa del sovraffollamento del campo e dell'imminente arrivo di nuovi convogli, soprattutto durante lo sterminio degli ebrei ungheresi nel 1944.

La selezione era operata esclusivamente da personale medico delle mwbggSS, uno o più dottori a turno in servizio alla rampa.

In questa fase le mwbgoSS mantenevano un comportamento gentile e accondiscendente al fine di mascherare le loro intenzioni e velocizzare le operazioni di scarico e selezione, infondendo falsa fiducia nei prigionieri appena arrivati, normalmente stanchi e confusi dal lungo viaggio.

Le persone considerate non utili allo sforzo bellico venivano mandate immediatamente in una delle quattro camere a gas mascherate da docce situate a mwbgwBirkenau, dove venivano uccise a gruppi con gas letali (di solito mwbg0mwbg4Zyklon B). Un'altra camera a gas, la prima costruita, era presente anche ad Auschwitz e fu operativa dal 15 agosto 1940 al luglio 1943, quando fu abbandonata in favore di quelle più "efficienti" di Birkenau. I deportati venivano spostati (a piedi o con grossi camion) dall'altra parte del campo rispetto alle banchine di arrivo. Qui venivano introdotti in un locale camuffato da spogliatoio con tanto di descrizioni multilingue delle procedure per il successivo recupero dei vestiti. A documentare il momento immediatamente precedente e immediatamente successivo all'ingresso nelle camere a gas si conoscono, oltre a numerose testimonianze di prigionieri sopravvissuti e del personale SS, anche le quattro mwbg8foto del Sonderkommando, scattate clandestinamente da un membro del gruppo di lavoro ad Auschwitz-Birkenau (forse l'ebreo greco mwbhaAlberto Errera) e fatte pervenire alla resistenza polacca.cite-ref-47[47]

I dichiarati abili al lavoro venivano invece condotti negli edifici dei bagni, dove dovevano, anzitutto, consegnare biancheria e abiti, nonché tutti i monili di cui erano in possesso; venivano privati, inoltre, degli eventuali documenti d'identità. Tutti potevano conservare solo un fazzoletto di stoffa, gli uomini anche la cintura dei pantaloni. Poi venivano spinti nel locale in cui i barbieri li radevano su tutto il corpo in maniera sbrigativa, dopo aver inumidito le zone sottoposte a rasatura con uno straccio intriso di liquido disinfettante. Il passaggio successivo era la doccia, cui seguiva la distribuzione del vestiario da campo: una casacca, un paio di pantaloni e un paio di zoccoli.

I detenuti ritenuti abili al lavoro dovevano lavorare fino allo stremo per numerose ditte tedesche, tra cui la mwbhcIG Farben, produttrice del gas che serviva a sterminarli, la Metal Union e la mwbhkSiemens. Nel campo non c'erano servizi igienici, l'assistenza medica era fittizia; fame ed epidemie erano all'ordine del giorno.

La gestione dei prigionieri

Rasati a zero, scorticati con rasoi spuntati fin nelle parti intime, disinfettati con prodotti orticanti e lavati nel peggiore dei modi con acqua bollente alternata alla gelata, i prigionieri indossavano i logori panni del campo, una specie di "pigiami" a strisce grigie scure e chiare, o abiti riciclati rattoppati tolti ai deportati prima di loro. Pesanti e spaiati zoccoli di legno completavano la "divisa". Poi ai detenuti veniva tatuato sull'avambraccio sinistro un numero progressivo.

Seguiva la registrazione mediante la compilazione di una scheda (mwbikHäftlings-Personal-Karte) con i dati personali e l'indirizzo dei familiari più prossimi. I neo entrati venivano avvisati che d'ora in avanti non sarebbero più stati chiamati per nome, ma per numero che dovevano imparare a memoria in tedesco in modo da saperlo sia pronunciare sia riconoscere quando si veniva chiamati. Diventavano così solo dei "pezzi" (Stücke) numerati. Il numero era indispensabile in tutte le operazioni, dalla somministrazione della brodaglia alle estenuanti conte durante gli appelli; qualunque errore sarebbe stato punito senza pietà.

Dalla pratica del tatuaggio erano esentati i cittadini tedeschi ariani, i prigionieri "da rieducare", nonché gli ebrei provenienti da mwbisVarsavia durante e dopo l'insurrezione del ghetto nell'agosto-settembre 1942; a costoro era riservato un trattamento punitivo particolare, effettuato con efferatezza e sadismo estremi. Non era necessario registrarli perché sarebbero stati uccisi di lì a poco in modo atroce.cite-ref-48[48]

Il numero di matricola, impresso su un pezzo di tela, era anche cucito sul lato sinistro della casacca, all'altezza del torace, e sulla cucitura esterna della gamba destra dei pantaloni. Al numero era associato un contrassegno colorato, che indicava la categoria del detenuto:

• un triangolo rosso identificava i prigionieri politici, nei confronti dei quali era stato spiccato un mandato di arresto per ragioni di mwbjmpubblica sicurezza;
• anche ai religiosi cristiani era attribuito un triangolo di colore rosso, poiché di solito venivano internati comunque in seguito ad azioni repressive naziste;
• una stella a sei punte di colore giallo identificava i prigionieri mwbjyebrei; dalla metà del 1944 gli ebrei venivano contrassegnati come le altre categorie ma con l'apposizione sopra il distintivo triangolare di un rettangolo di stoffa giallo;
• un triangolo verde identificava i criminali comuni;
• un mwbjktriangolo nero identificava i cosiddetti "asociali";
• un triangolo blu identificava gli emigranti;
• un mwbjwtriangolo viola identificava i mwbj0Testimoni di Geova;
• un mwbj8triangolo rosa identificava gli mwbkaomosessuali;
• un mwbkitriangolo marrone identificava i mwbkmrom e mwbkqsinti;
• un triangolo verde appoggiato sulla base identificava i prigionieri assoggettati a misure di sicurezza, dopo che avevano scontato la pena loro inflitta;
• la lettera "E" prima del numero di matricola identificava i detenuti "da educare" (mwbkcErziehungshäftling);
• un cerchietto rosso recante la sigla "IL" identificava i prigionieri ritenuti pericolosi o sospetti di tentare la fuga;
• un cerchietto nero identificava i prigionieri della "compagnia penale".

Sul triangolo che indicava la categoria era anche dipinta o impressa con inchiostro l'iniziale tedesca della nazionalità del detenuto, a meno che questi non fosse cittadino tedesco o apolide.

| | Politici | Criminali | Asociali | Emigranti | Testimoni di Geova | Omosessuali | Rom e Sinti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Normale | | | | | | | |
| Recidivo | | | | | | | |
| Prigioniero di compagnia di disciplina | | | | | | | |
| Ebreo | | | | | [ 49 ] | | |

| Contrassegni speciali | Ebreo che ha una relazione interrazziale | Donna che ha una relazione interrazziale | Sospetto di fuga | Numero del prigioniero Prigioniero speciale: banda marrone al braccio | Numero del prigioniero Prigioniero speciale: banda marrone al braccio | I contrassegni sono, dall'alto in basso: numero del prigioniero, rettangolo per recidivo, stella per ebreo, membro del battaglione penale, sospettato di fuga | I contrassegni sono, dall'alto in basso: numero del prigioniero, rettangolo per recidivo, stella per ebreo, membro del battaglione penale, sospettato di fuga |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Contrassegni speciali | Polacco: "P" su un triangolo rosso | Ceco: "T" ( Tscheche in tedesco) su un triangolo rosso | Membro delle forze armate: triangolo rosso | Numero del prigioniero Prigioniero speciale: banda marrone al braccio | Numero del prigioniero Prigioniero speciale: banda marrone al braccio | I contrassegni sono, dall'alto in basso: numero del prigioniero, rettangolo per recidivo, stella per ebreo, membro del battaglione penale, sospettato di fuga | I contrassegni sono, dall'alto in basso: numero del prigioniero, rettangolo per recidivo, stella per ebreo, membro del battaglione penale, sospettato di fuga |

La registrazione proseguiva con tre foto, che ritraevano il detenuto di fronte, di profilo destro e di profilo sinistro. Dal 1943, a causa delle difficoltà nel reperire materiale fotografico, le foto furono generalmente limitate ai soli detenuti tedeschi.

I comandanti

• mwby4SS-Hauptsturmführer mwby8Rudolf Höß (1900-1947), Kommandant
• mwbzeSS-Obersturmführer mwbziArthur Liebehenschel (1901-1948), Kommandant
• mwbzqSS-Sturmbannführer mwbzuRichard Baer (1911-1963), Kommandant

Il personale medico delle SS

• SS-Brigadeführer mwbzkCarl Clauberg (1898-1957). Medico responsabile di esperimenti sui detenuti ad Auschwitz. Processato nell'URSS, nel 1948 fu condannato a 25 anni di detenzione in un lager, ma fu liberato nell'ottobre 1955 e cercò di riprendere l'attività medica in Germania, dove però fu nuovamente arrestato nel novembre dello stesso anno. Morì nell'agosto 1957 per un attacco cardiaco pochi mesi prima che si aprisse il nuovo processo contro di lui.
• SS-Obergruppenführer mwbzsKarl Gebhardt (1897-1948). Giudicato colpevole di crimini di guerra e crimini contro l'umanità e per questo condannato a morte il 20 agosto 1947, venne impiccato il 2 giugno 1948 nella prigione di Landsberg am Lech in Baviera.
• SS-Obersturmführer mwbz0Johann P. Kremer (1883-1965). Medico del campo.
• SS-Hauptsturmführer mwbz8Josef Mengele (1911-1979). Soprannominato "l'angelo della morte", fu medico responsabile delle selezioni e di esperimenti medici sui detenuti ad Auschwitz, specie mwbaabambini gemelli. Dopo la guerra riuscì a sfuggire alla giustizia, riparando in Sud America: Argentina, Paraguay e infine Brasile, dove morì il 7 febbraio 1979.
• SS-Obersturmführer mwbaiErich Mußfeldt (1913-1948). Medico responsabile delle camere a gas a Majdanek e a Auschwitz-Birkenau, processato nel 1947 e giustiziato a Cracovia nel 1948 mediante impiccagione.
• SS-Sturmbannführer mwbaqHorst Schumann (1906-1983). Medico responsabile di esperimenti sui detenuti d Auschwitz. Riuscì per anni a sfuggire alla giustizia, prima in Germania e poi in Egitto, Sudan e Ghana. Estradato nel 1966 e condannato per crimini di guerra nel 1970, uscì dal carcere per motivi di salute nel 1972. Morì nel 1983.
• SS-Hauptsturmführer mwbayHeinz Thilo (1911-1945). Medico responsabile delle selezioni a Birkenau. Arrestato alla fine della guerra, si tolse la vita in carcere.
• SS-Hauptsturmführer mwbagEduard Wirths (1909-1945). Dal 1942 medico responsabile delle selezioni e di esperimenti sui detenuti ad Auschwitz. Arrestato alla fine della guerra, si tolse la vita impiccandosi il 20 settembre 1945.

Altri ufficiali delle SS

• SS-Sturmbannführer mwbawHans Aumeier (1906-1948), Schutzhaftlagerführer
• SS-Sturmbannführer Karl Bischoff (1897-1950), Chef-Architekt
• SS-Hauptsturmführer mwbbaWilhelm Boger (1906-1977)
• SS-Hauptsturmführer mwbbiKarl Fritzsch (1903-1945), Schutzhaftlagerführer
• SS-Obersturmbannführer mwbbqFriedrich Hartjenstein (1905-1954)
• SS-Obersturmführer mwbbyFranz Hössler (1906-1945)
• SS-Oberscharführer mwbbgJosef Klehr (1904-1988), Sanitätsdienstgrad, Leiter der Desinfektoren
• SS-Obersturmführer Fritz Klein (1888-1945)
• SS-Hauptsturmführer mwbbwJosef Kramer (1906-1950), Kommandant
• SS-Hauptscharführer mwbb4Otto Moll (1915-1946), Leiter der Krematorien in Birkenau
• SS-Hauptscharführer mwbcaGerhard Palitzsch (1913-1944), Rapportführer im Stammlager
• SS-Obersturmführer mwbciJohann Schwarzhuber (1904-1947), Schutzhaftlagerführer in Birkenau
• SS-Unterscharführer mwbcqFranz Wunsch (1922-2009)

Fonti:

• Jeremy Dixon, mwbcgCommanders of Auschwitz (Atglen 2005)
• Hermann Langbein, mwbcoMenschen in Auschwitz (Frankfurt a/M 1980)

La fine del complesso

L'arrivo dell'Armata Rossa

Nel novembre 1944, di fronte all'avanzata dell'mwbc4Armata Rossa, mwbc8Himmler diede l'ordine di cessare le esecuzioni nelle camere a gas e di demolirle assieme ai mwbdaforni crematori, per nascondere le prove del mwbdegenocidio; i nazisti, tuttavia, distrussero solo le camere e i forni di Birkenau, mentre quella di Auschwitz 1 fu adibita a rifugio "antibomba". Sino a quel momento erano stati uccisi oltre un milione e centomila persone.

Il numero esatto delle vittime di Auschwitz è difficile da stabilire, perché molti prigionieri non furono registrati e molte prove vennero distrutte dalle SS negli ultimi giorni della guerra.cite-ref-50[50] Uno studio più ampio, incominciato da Franciszek Piper che confrontò gli orari di arrivi dei treni e i dati di deportazione, calcola che su 1,1 milioni totali almeno mwbdg960 000 morti furono ebrei.cite-ref-51[51]

Il 27 gennaio 1945 il campo fu liberato dalle truppe mwbd4sovietiche durante la loro rapida avanzata invernale dalla mwbd8Vistola all'mwbeaOder. Il primo reparto che entrò nel campo faceva parte della LX Armata del generale mwbeePàvel Aleksèevič Kùročkin del mwbei1º Fronte ucraino del mwbemmaresciallo mwbeqIvàn Kònevcite-ref-theroadtoberlin2-16-1[16]. Furono trovati circa mwbek7 000 prigionieri ancora in vita. Inoltre, furono rinvenuti migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che possedevano i prigionieri prima di entrare nel campo e otto tonnellate di capelli umani imballati per il trasporto.

Auschwitz non fu il primo campo di sterminio a essere scoperto: in precedenza i sovietici avevano già liberato campi come quello di mwbe8Majdanek, mwbfaChełmno e mwbfeBełżec; questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove i deportati venivano immediatamente gasati, salvo poche mwbfiunità speciali.

Tra i corrispondenti che seguivano le truppe sovietiche entrate ad Auschwitz c'era il giornalista della mwbfqStella Rossa mwbfuVasìlij Gròssman, divenuto poi noto scrittore. Egli pubblicò varie opere sul tema della Shoah, ispirandosi anche alla sua esperienza ad Auschwitz; la più celebre di queste è il romanzo mwbfymwbfcVita e destino.

Dopo la guerra

Dopo la dismissione il campo di concentramento di Auschwitz è divenuto un luogo simbolo, dedicato alla memoria delle vittime. Dal 1979 è mwbfopatrimonio dell'umanità dell'mwbfsUNESCO.

Dal 1996 in mwbf0Germania il giorno della liberazione di Auschwitz - 27 gennaio - è la giornata ufficiale del ricordo delle vittime del mwbf4nazismo; anche in mwbf8Italia questa data è ricordata come mwbgaGiorno della Memoria.

Auschwitz e i resti delle camere a gas sono aperti al pubblico.

L'insegna "Arbeit macht frei"

(tedesco)

«

Arbeit macht frei

»

(italiano)

«Il lavoro rende liberi»

(Scritta posta all'ingresso del campo)

Analisi dell'insegna

Questa scritta mwbgsintroduceva al campo tutti i deportati che, a loro insaputa, andavano verso un destino fatale. La falsa promessa (presenza del lavoro) con cui accoglieva gli sfortunati di Birkenau, il campo con il più elevato tasso di mortalitàcite-ref-0-52-0[52] secondo i dati del museo di Auschwitz Birkenaucite-ref-12-1-2[1], non era casuale: l'insegna aveva lo scopo di illudere i deportati con finto buonismo, non rivelando la verità e ingenerando vane speranze con un crudele gioco psicologico.

Furto

Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 2009 l'insegna "mwbhcArbeit macht frei" posta all'ingresso del campo venne rubatacite-ref-53[53]. Sostituita provvisoriamente con una copia, fu rinvenuta pochi giorni dopo, spaccata in tre parti, nel nord della mwbhwPoloniacite-ref-54[54].

Le visite storiche

Oltre a essere costantemente visitato da turisti provenienti da ogni parte del mondo, Auschwitz è stato meta anche di personaggi celebri, tra cui tre papi. Il primo fu mwbigGiovanni Paolo II, nel suo primo viaggio da papa in mwbikPolonia il 7 giugno 1979; durante la visita pregò all'interno della cella dove fu detenuto mwbioMassimiliano Kolbe. Il 28 maggio mwbis2006, l'ultimo giorno del suo primo viaggio apostolico in terra polacca, anche mwbiwBenedetto XVI pregò nella cella di Kolbe, e dopo la visita del campo di Birkenau lesse un duro discorso contro il mwbi0genocidio. mwbi4Papa Francesco, recatosi in Polonia in occasione della GMG di Cracovia, onorò il campo il 29 luglio mwbi82016 con una visita silenziosa. Le sue uniche parole le scrisse sul libro dei visitatori: «Signore abbi pietà del tuo popolo, Signore perdona per tanta crudeltà».

Il dibattito relativo al numero delle vittime

Nel 1990 il numero di vittime del complesso di Auschwitz riportate sulla targa commemorativa fu messo in discussione, scatenando un acceso dibattito mai sopito. Alla fine passò da 4 000 000 a mwbjy1 500 000, allineandosi con le stime degli storici moderni che ritengono ragionevole una cifra compresa tra mwbjc1 100 000 e mwbjg1 500 000 morti.

Principale promotore della correzione fu Franciszek Piper, direttore del Dipartimento di Ricerca storica del Museo di Auschwitz, che, dopo un approfondito esame, considerò errato il valore precedente. Il numero di quattro milioni traeva origini da un articolo della rivista sovietica mwbjsmwbjwKràsnaja Zvezdà dell'8 maggio 1945, basato sull'indagine di una commissione sovietica che aveva tenuto conto esclusivamente del rendimento massimo teorico giornaliero dei forni crematori e del periodo in cui sono stati in funzione. L'ipotesi fu parzialmente confermata nel successivo mwbj0processo di Norimberga, quando il comandante mwbj4Rudolf Höß testimoniò che tra il 1940 e il 1943 (il campo di Auschwitz fu operativo fino al gennaio 1945) vi erano morte circa tre milioni di persone.

La cifra di quattro milioni, spinta anche dall'orrore per la scoperta dei campi di sterminio nazionalsocialisti, è stata successivamente contestata da molti storici, che, pur non essendo mai addivenuti ad una stima definitiva, la fanno oscillare tra uno e due milioni. Tali studi, insieme a quelli dello stesso Piper che propende per mwbka1 100 000 morti, lo convinsero a portare avanti - con successo - la sostituzione della targa commemorativa.

Una mostra permanente sulla Shoah a cura di Yad Vashem

Il 13 giugno 2013, al blocco 27 di Auschwitz-Birkenau, è stata aperta una mostra permanente intitolata mwbkmShoah, resa possibile grazie al più importantecite-ref-55[55] ente museale che si occupa dell'Olocausto: mwbkgYad Vashemcite-ref-56[56]cite-ref-57[57]. L'iniziativa partì dopo la visita ai campi di concentramento e di sterminio fatta nel 2005 dal primo ministro israeliano mwbleAriel Sharon. Yad Vashem ha curato sia la progettazione sia la realizzazione della mostra, che è stata finanziata in parte dallo mwbliStato d'Israelecite-ref-58[58].

Persone legate ad Auschwitz

Vittime

• mwbmoAugusto Capon, ammiraglio italiano, deportato ad Auschwitz nell'ottobre 1943 e subito ucciso.
• mwbmwAurelia Josz, scrittrice ed educatrice, fondatrice della prima scuola agraria femminile in Italia, deportata e morta nel 1944.
• mwbm4Riccardo Dalla Volta, economista italiano, nel 1944 deportato ad Auschwitz, dove trovò subito la morte.
• mwbnaSergio De Simone, un bambino italiano selezionato ad Auschwitz per esperimenti medici e perciò condotto nel mwbnecampo di concentramento di Neuengamme, presso Amburgo, dove fu ucciso il 20 aprile 1945.
• mwbnmIstván Farkas, pittore ed editore ungherese.
• mwbnuMario Finzi, magistrato e musicista italiano, membro della mwbnyDELASEM, deportato ad Auschwitz nel maggio 1944. A detta di Eliakim Cordoval, un ebreo di Rodi che lo assistette, morì per una grave infezione intestinale il 22 febbraio 1945, a quasi un mese dalla liberazione. Secondo un'altra versione, Finzi si suicidò gettandosi contro il filo spinato ad alto voltaggio; sembra che abbia lasciato un messaggio ai genitori, chiedendo il loro perdono per questo gesto disperato.
• mwbngBenjamin Fondane, filosofo e scrittore rumeno.
• mwbnoAnna Frank, famosa per il suo mwbnsmwbnwDiario, prigioniera ad Auschwitz dal settembre all'ottobre del 1944, spostata poi a mwbn0Bergen-Belsen, dove morì di mwbn4tifo.
• mwboaKurt Gerron, attore, regista e cantante ebreo tedesco.
• mwboiEtty (Esther) Hillesum, olandese deportata insieme alla famiglia ad Auschwitz, dove morì il 30 novembre 1943. Fu l'autrice di un intenso mwbomDiario, scritto ad mwboqAmsterdam tra il 1941 e il 1943.
• mwboyMassimiliano Kolbe, frate francescano che si sacrificò prendendo il posto di un prigioniero condannato a morire di fame nel Block 11, le prigioni del campo. Ucciso dopo due settimane di agonia con un'iniezione di veleno al cuore nell'agosto del 1941.
• mwbogGertrud Kolmar, poetessa ebrea tedesca.
• mwbooCzesława Kwoka, ragazza polacca nota per le foto scattatele durante la prigionia da mwbosWilhelm Brasse. Morì il 12 marzo 1943.
• mwbo0Rutka Laskier, ragazza polacca autrice di un diario, in cui racconta la sua persecuzione. Morì nelle camere a gas di Auschwitz nel dicembre 1943.
• mwbo8Sanne Ledermann, amica di Anna Frank, fu assassinata nelle camere a gas assieme ai genitori il 19 novembre 1943.
• mwbpeFranceska Mann, ballerina polacca.
• mwbpmOttilie Metzger-Lattermann, cantante lirica tedesca (contralto), morta con la figlia.
• mwbpuIrène Némirovsky, scrittrice francese, morta ad Auschwitz il 17 agosto 1942.
• mwbpcRiccardo Pacifici, rabbino di Genova, deportato e ucciso ad Auschwitz l'11 dicembre 1943.
• Adriana Revere, bambina italiana di religione ebraica, la più giovane deportata dello mwbpkspezzino. Uccisa nelle camere a gas il 26 febbraio del 1944.
• mwbpsEdith Stein, conosciuta anche come mwbpwSanta Teresa Benedetta della Croce, patrona d'mwbp0Europa, dei martiri e degli orfani. Ebrea ortodossa convertita, divenne suora carmelitana, teologa e filosofa. Fu deportata ad Auschwitz dalla Gestapo con la sorella Rosa, anch'essa convertita; morirono il giorno stesso dell'arrivo, uccise nelle camere a gas il 9 agosto 1942.
• mwbp8Viktor Ullmann, compositore, direttore d'orchestra e pianista ebreo austriaco.
• mwbqeÁrpád Weisz, calciatore e allenatore di calcio ungherese, morto dopo che la moglie Elena (Ilona Rechnitzer) e i figli Roberto e Clara furono gassati.
• mwbqmSissel Vogelmann, bambina italiana di otto anni. Partita con la madre Anna Disegni e il padre Schulim il 30 gennaio 1944 dal mwbqqbinario 21 della mwbqustazione di Milano Centrale, giunse ad Auschwitz il 6 febbraio 1944. Selezionata all'arrivo per la camera a gas, venne eliminata insieme alla madre. Il padre Shulim, unico sopravvissuto della famiglia, è «stato l'unico ebreo catturato in Italia a salvarsi grazie a mwbqyOskar Schindler»cite-ref-59[59].
• mwbqwElse Ury, scrittrice tedesca, nota per i suoi racconti per bambini.

Sopravvissuti

• Kazimierz Albin (1922-2019), nato a mwbrsCracovia, ex combattente e fondatore dell'Associazione per la tutela di mwbrwOświęcim, autore del libro mwbr0Mandato di cattura, che narra della sua eroica esperienza.
• mwbsaMarta Ascoli (1926-2014), nata a Trieste, fu arrestata il 19 marzo 1944, arrivò ad Auschwitz il 4 aprile 1944. Trasferita a Bergen Belsen, fu liberata il 15 aprile 1945. Ha scritto il libro mwbseAuschwitz è di tutti (Rizzoli) uscito nel 2011 (una ristampa è stata pubblicata nel gennaio 2022).
• mwbsmDenis Avey (1919-2015), prigioniero di guerra britannico internato nel campo di sterminio tra il 1943 e il 1945. Durante la prigionia si scambiò con un prigioniero ebreo per trovare conferma alle voci riguardanti l'inumano trattamento riservato agli ebrei. Raccontò la propria esperienza nel mwbsq2011 nel libro mwbsumwbsyAuschwitz. Ero il numero 220543.
• mwbsgWilhelm Brasse (1917-2012), polacco di origini austriache, è stato il "fotografo di Auschwitz" le cui foto sono state recuperate grazie alla sua disobbedienza ai nazisti.
• mwbsoEdith Bruck (1931), ungherese naturalizzata italiana, internata in vari campi tra i quali Auschwitz e Bergen-Belsen e liberata nell'aprile del 1945. Ha svolto in seguito attività di scrittrice, traduttrice e regista.
• mwbswAndra e Tatiana Bucci, nate nella città di Fiume, cugine di mwbs0Sergio De Simone. Raccontano la loro esperienza in mwbs4Noi bambine ad Auschwitz - La nostra storia di sopravvissute alla Shoah (Mondadori, 2019).
• mwbtaEnzo Camerino (1928-2014), ebreo romano, arrestato il 16 ottobre 1943 a 14 anni, il più giovane tra i soli 16 sopravvissuti del mwbterastrellamento del ghetto di Roma.
• mwbtmJózef Cyrankiewicz (1911-1989), mwbtqprimo ministro della mwbtuPolonia dal 1947 al 1952 e dal mwbty1954 al mwbtc1970. Fu Presidente della mwbtgPolonia tra 1970 e il 1972.
• mwbtoLuigi Ferri (1932-2024), nato a Milano da famiglia mista e deportato a 11 anni, sopravvisse grazie all'aiuto del dottor mwbtsOtto Wolken. Uno dei primi testimoni a parlare nell'aprile 1945 dell'esistenza delle camere a gas a Birkenau in una deposizione ufficiale di fronte a uno dei primi tribunali internazionali d'inchiesta.
• mwbt0Nedo Fiano (1925-2020), ebreo fiorentino, fu deportato ad Auschwitz all'età di 19 anni. Sopravvissuto grazie alla conoscenza del tedesco. Ogni anno incontrava i ragazzi per raccontare la sua storia che descrisse anche in un libro pubblicato nel 2003, mwbt4Il coraggio di vivere. Si è spento all'età di 95 anni il 19 dicembre 2020.
• mwbueGiuliana Fiorentino Tedeschi (1914-2010), ebrea milanese, nel 1946 pubblicò Questo povero corpo, una delle prime memorie degli italiani deportati nei campi di concentramento nazisti.
• Wieslaw Kieler (1919-1990) nato a mwbuqPrzeworsk, Polonia, prigioniero politico e scrittore, autore di mwbuuAnus Mundi - Cinque anni ad Auschwitz-Birkenau, che narra la sua terribile esperienza durata per ben 5 anni e quella dei suoi compagni, compresa la famosa e tragica storia d'amore tra Mala Zimetbaum ed Edek Galinski.
• mwbucImre Kertész (1929-2016), mwbugPremio Nobel ungherese, restò ad Auschwitz per tre giorni nell'mwbukestate dal 1944, prima di essere dichiarato abile al lavoro e trasferito a mwbuoBuchenwald.
• mwbuwPrimo Levi (1919-1987), scrittore ebreo italiano, imprigionato per 11 mesi ad Auschwitz, dove lavorò per la mwbu0Buna-Werke. Fu liberato dall'mwbu4Armata Rossa e scrisse le sue memorie in mwbu8mwbvaSe questo è un uomo, mwbvemwbviLa tregua e mwbvmmwbvqI sommersi e i salvati.
• Settimio Limentani (1919-), figlio di David Limentani e Virginia Piperno nato a Roma il 29 aprile 1919. Arrestato l'8 maggio 1944, fu feportato dapprima nel campo di Fossoli e il 30 giugno 1944 arrivò ad Auschwitzcite-ref-60[60]. Viene ricordato nel libro di mwbvoSami Modiano mwbvsPer questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili.
• mwbv0Liana Millu (1914-2005), partigiana italiana di origini ebree, fu trasferita ad Auschwitz nel 1944 e poi a mwbv4Ravensbrück, dove fu liberata dagli Alleati. Riporta le proprie memorie nel libro mwbv8mwbwaIl fumo di Birkenau.
• mwbwiFrida Misul (1919-1992), ebrea livornese, nel 1946 pubblicò mwbwmFra gli artigli del mostro nazista, una delle prime memorie di deportati italiani di Auschwitz.
• mwbwuSami Modiano (1930), ebreo italiano originario di Rodi (allora possedimento italiano), giunto ad Auschwitz a 13 anni, si è dedicato a far conoscere la sua esperienza ai ragazzi di scuole medie e superiori insieme con la moglie. Era la matricola B7456, il numero successivo a quello del padre (B7455).
• mwbwcLuciana Nissim Momigliano (1919-1998), pediatra e psicoanalista italiana, racconta l'esperienza della deportazione nel libro mwbwgDonne contro il mostro (1946).
• mwbwoMiklós Nyiszli (1901-1956), medico mwbwsanatomo-patologo ungherese deportato con la moglie e la figlia ad Auschwitz. Fu scelto per rendere operante una sala per autopsie nel crematorio II e per fare il medico del mwbwwSonderkommando nei crematori di Birkenau, dove fu recluso. Nel gennaio 1945 riuscì a nascondersi tra i deportati evacuati con la marcia della morte, giungendo prima a Mauthausen e poi a Melk e a Ebensee, dove fu liberato. Scrisse il libro di memorie mwbw0mwbw4Medico ad Auschwitz. Memorie di un deportato assistente del dottor Mengele, testimoniando i lati più segreti degli indicibili orrori di Birkenau e l'attività di mwbw8Josef Mengele.
• mwbxeFamiglia Ovitz, la più grande famiglia con componenti affetti da nanismo di cui si abbia conoscenza e il più grande nucleo familiare internato e sopravvissuto ad Auschwitzcite-ref-vm-61-0[61]cite-ref-corriere-62-0[62]cite-ref-bb-63-0[63]
• mwbx8Ondina Peteani (1925-2003), prima mwbyastaffetta partigiana mwbyeitaliana, segregata ad Auschwitz e poi internata a mwbyiRavensbruck; riuscì a fuggire dalla mwbymmarcia della morte.
• mwbyuBruno Piazza (1889-1946), avvocato e giornalista di origine ebraica, arrestato il 13 luglio 1944 come antifascista e deportato ad Auschwitz, si salvò con la liberazione da parte dell'mwbyyArmata Rossa. Fece in tempo a scrivere mwbycPerché gli altri dimenticano prima di morire pochi mesi dopo esser tornato a casa.
• mwbyoWitold Pilecki (1901-1948), soldato dell'mwbysArmia Krajowa, prigioniero volontario nel campo, dove organizzò la resistenza e informò gli Alleati sulle atrocità perpetrate nei campicite-ref-64[64]cite-ref-65[65].
• mwbzuCorrado Saralvo (1894-1983), antifascista di famiglia ebraica, scrisse nel 1969 un memoriale sulla sua esperienza di deportato (mwbzyPiù morti più spazio).
• mwbzgSofia Schafranov (1891-1994), ebrea di origine russa ma residente in Italia, lavorò come medico nell'ospedale femminile di Auschwitz. Nel 1945 la sua testimonianza fu raccolta in una lunga intervista dal cognato mwbzkAlberto Cavaliere e pubblicata ne mwbzoI campi della morte in Germania nel racconto di una sopravvissuta.
• mwbzwEva Schloss (1929-2026), testimone e scrittrice dell'olocausto, sorella acquisita (sorella di padre) di mwbz0Anna Frank;
• mwbz8Alberto Sed (1928-2019), ebreo romano. Nel 2009 la sua testimonianza fu raccolta in una lunga intervista da mwb0aRoberto Riccardi.
• mwb0iLiliana Segre (n. 1930), ebrea italiana deportata ad Auschwitz a 13 anni il 30 gennaio 1944 dal binario 21; sulla Judenrampe vide per l'ultima volta, il padre, poi sparito tra le file dei selezionati per il crematorio. Sopravvissuta a una marcia della morte, fu liberata dai sovietici dal mwb0mcampo di lavoro di Malchow, sottocampo di mwb0qRavensbrück. Il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal mwb0uPresidente mwb0ySergio Mattarella.
• mwb0gPiera Sonnino (1922-1999). Nel 1960 raccontò la sua esperienza di deportata ad Auschwitz in un diario, pubblicato dalla famiglia nel 2003 dopo la sua morte.
• mwb0oSettimia Spizzichino (1921-2000), ebrea romana deportata ad Auschwitz il 18 ottobre del 1943 dalla stazione Tiburtina. Sottoposta a esperimenti medici su cavie umane, fu l’unica donna sopravvissuta dei 1 022 ebrei catturati durante il rastrellamento del ghetto di Roma. Ha lasciato la sua testimonianza nel libro mwb0sGli anni rubati.
• mwb00Elisa Springer (1918-2004), nata a mwb04Vienna, deportata ad Auschwitz e poi in altri tre campi di concentramento; le sue memorie sono raccontate ne mwb08mwb1aIl silenzio dei vivi. Dopo la liberazione è vissuta in Italia fino alla morte.
• mwb1iArianna Szörényi (n. 1933), una delle più note bambine italianecite-ref-66[66] insieme a mwb1cSissel Vogelmann. Aveva solo undici anni quando con la famiglia giunse al campo. Fu immatricolata con il numero 89219 e immediatamente separata dai parenti. Nel 1944 trasferita con una delle mwb1gmarce della morte a mwb1kRavensbrück e poi a mwb1oBergen-Belsen, dove rimase fino alla liberazione.
• mwb1wPiero Terracina (1928-2019), ebreo romano deportato ad Auschwitz a 14 anni, visse a mwb10Roma fino alla morte. Negli anni fece continui incontri con i ragazzi delle scuole di tutta Italia.
• mwb18Alba Valech Capozzi (1916-1999), ebrea senese, nel 1946 pubblicò mwb2aA 24029, uno dei primissimi memoriali di deportati ebrei italiani.
• mwb2iShlomo Venezia (1923-2012), venne arrestato con la famiglia a Salonicco nell'aprile 1944 e deportato ad Auschwitz. Aggregato con il fratello mwb2mMaurice Venezia (1921-2013), anch'egli sopravvissuto) al Sonderkommando dei crematori di Birkenau, nel gennaio del 1945 riuscì a defilarsi durante l'evacuazione, finendo prima a Mauthausen e poi a Ebensee dove fu liberato. Ha scritto "Sonderkommando Auschwitz". Consulente di Roberto Benigni per mwb2qmwb2uLa vita è bella, ha tenuto conferenze sulla Shoah fino alla morte.
• mwb2cElie Wiesel (1928-2016), scrittore ebreo rumeno, mwb2gpremio Nobel per la pace, sopravvisse a Monowitz e scrisse le sue memorie nel libro mwb2kmwb2oLa notte.
• mwb2wOtto Wolken (1903-1975), medico austriaco ebreo, dal 1943 fino alla liberazione fu impiegato come medico nell'infermeria del settore quarantena (B-II-a) e quindi nell'ospedale di Auschwitz-Birkenau (B-II-f). Redasse clandestinamente giorno dopo giorno una cronaca dettagliata delle vittime del campo, che ebbe grande importanza nei processi del dopoguerra, di cui fu uno dei testimoni principali.
• mwb24Viktor Emil Frankl (1905-1997), neurologo, psichiatra e filosofo austriaco, uno fra i fondatori dell'analisi esistenziale e della logoterapia, deportato insieme a tutti i familiari prima nel lager di Theresienstadt e poi ad Auschwitz.
• mwb3aSiegfried Lederer (1904-1972), ufficiale dell'esercito ceco e successivamente militante nella Resistenza ceca, evaso da Auschwitz il 5 aprile del 1944 grazie all'aiuto di una guardia.
• mwb3iGoti Herskovits Bauer (n. 1924), attiva testimone della Shoah italiana.
• Tova Friedman, accademica polacca-statunitense. Unica bambina scampata alle camere a gas in un giorno i cui i meccanismi erano stati sabotati. Il suo libro di memorie mwb3umwb3yLa bambina di Auschwitz, tradotto in 11 lingue, è diventato un best seller.

Note

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DVD

• mwcfiPietro Suber e Marco D'Auria, mwcfmMeditate che questo è stato!, documentario basato sulle testimonianze di mwcfqPiero Terracina e mwcfuSami Modiano nel Giorno della Memoria del 27 gennaio 2015, 70º anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2015
• Antonio Ferrari ed Alessia Rastelli (inchiesta), mwcfcIl viaggio di Vera dalla Shoah ai desaparecidos, testi di mwcfgFerruccio de Bortoli, Alessandra Coppola, Vera Vigevani Jarach, mwcfkMarco Bechis (fascismo, cattura, Auschwitz, binario 21), RCS Divisione Media, Milano 2015, ISSN 1120-4982
• Associazione figli della Shoah, mwcfsDestinazione Auschwitz, viaggio nella fabbrica dello sterminio - Binario 21, Proedi Editori, Milano 2002, ISBN 88-88016-76-7
• mwcf4Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, mwcf8Destinazione Auschwitz, (libro + 2 CD-ROM), Proedi Editore, Milano 2000

Filmografia

• mwcgmmwcgqNotte e nebbia, regia di mwcguAlain Resnais, 1955 (doc)
• mwcgcmwcggKapò, regia di mwcgkGillo Pontecorvo, 1959
• mwcgsmwcgwIl diario di Anna Frank, regia di mwcg0George Stevens, 1959
• mwcg8mwchaLa passeggera, regia di mwcheAndrzej Munk, 1963
• mwchmmwchqThe Day the Clown Cried, regia di mwchuJerry Lewis, 1972
• mwchcmwchgIl portiere di notte, regia di mwchkLiliana Cavani, 1974
• mwchsBallata per un condannato, regia di mwch0Daniel Mann, 1980
• mwch8mwciaLa scelta di Sophie, regia di mwcieAlan J. Pakula, 1982
• mwcimmwciqShoah, regia di mwciuClaude Lanzmann, 1985 (doc)
• mwcicIl coraggio di non dimenticare, regia di mwcikMichael Lindsay-Hogg, 1986 (film per la tv)
• mwcismwciwArrivederci ragazzi, regia di mwci0Louis Malle, 1987
• mwci8mwcjaRicordi di guerra, regia di mwcjeDan Curtis, 1988 (sceneggiato tv – gli episodi in cui si parla di Auschwitz sono i numeri 1, 2, 5, 7, 8, 9, 10, 11 e 12)
• mwcjmOltre la vittoria, regia di Roger Malcom Young, 1989
• mwcjcmwcjgVita per vita, regia di mwcjkMaximilian Kolbe, mwcjoKrzysztof Zanussi, 1991
• mwcjwE i violini cessarono di suonare, regia di Alex Ramati, 1992
• mwckqmwckuJona che visse nella balena, regia di mwckyRoberto Faenza, 1993
• mwckgmwckkLa settima stanza, regia di mwckoMárta Mészáros, 1995
• mwckwmwck0La vita è bella, regia di mwck4Roberto Benigni, 1997
• mwclamwcleLa tregua, regia di mwcliFrancesco Rosi, 1997
• mwclqmwcluBent, regia di mwclySean Mathias, 1997
• mwclgmwclkTrain de vie - Un treno per vivere, regia di mwcloRadu Mihăileanu, 1998
• mwclwmwcl0L'allievo, regia di mwcl4Bryan Singer, 1998
• mwcmamwcmeGli ultimi giorni, regia di mwcmiJames Moll, 1998 (doc)
• mwcmqmwcmuUno specialista - Ritratto di un criminale moderno, regia di Eyal Sivan, 1999 (doc)
• mwcmgmwcmkJakob il bugiardo, regia di mwcmoPeter Kassovitz, 1999
• mwcmwmwcm0Paragraph 175, regia di Sharon Wood, (doc)
• mwcnamwcneLa zona grigia, regia di mwcniTim Blake Nelson, 2001
• mwcnqmwcnuIl pianista, regia di mwcnyRoman Polański, 2002
• mwcngmwcnkRosenstrasse, regia di mwcnoMargarethe von Trotta, 2003
• mwcnwmwcn0Volevo solo vivere, regia di mwcn4Mimmo Calopresti, 2006 (doc)
• mwcoaDer letzte Zug, regia di mwcoiJoseph Vilsmaier e mwcomDana Vávrová, 2006
• mwcoumwcoyLa strada di Levi, regia di mwcocDavide Ferrario, 2006 (doc)
• mwcokmwcooSenza destino, regia di mwcosLajos Koltai, 2006
• mwco0mwco4Il bambino con il pigiama a righe, regia di mwco8Mark Herman, 2008
• mwcpeUn treno per Auschwitz, regia di Bruno Capuana, 2008 (doc)
• mwcpumwcpyThe Reader - A voce alta, regia di mwcpcStephen Daldry, 2008
• mwcpkmwcpoMi ricordo Anna Frank, regia di mwcpsAlberto Negrin, 2009
• mwcp0mwcp4Vento di primavera, regia di mwcp8Roselyne Bosch, 2010
• mwcqemwcqiLa chiave di Sara, regia di mwcqmGilles Paquet-Brenner, 2010

Discografia

• mwcqcmwcqgAuschwitz, testo e musica di mwcqkFrancesco Guccini, 1964. La canzone, interpretata dallo stesso Guccini e dai mwcqoNomadi, fu nel 1966 inclusa in un album dell'mwcqsEquipe 84 (mwcqwIo ho in mente te).

Voci correlate
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• Wikinotizie contiene l'articolo Shoah, 62 anni fa la liberazione di Auschwitz

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su auschwitz.org.
• citerefdizionario-di-storiaAuschwitz, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Michael Berenbaum, Auschwitz, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Campo di concentramento di Auschwitz, su Open Library, Internet Archive.
• mwcue(EN) Prisoner classification system in Auschwitz, su en.auschwitz.org (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
• mwcum(EN, PL) Tour virtuale del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, su panorama.auschwitz.org.